Bella Villarreal Osorio, tecnico per tanti anni e attuale gerente della Cooperativa Agronuez –Choapa è considerata il punto di riferimento più importante per i produttori di noci del Cile della valle di Illapel. Donna energica e piena di idee, ha affrontato numerose sfide per migliorare la sostenibilità dei produttori e ampliare le loro prospettive di vendita del prodotto inizialmente legata solo alle grandi imprese di esportazione.

Il lavoro inizialmente improvvisato in una sorta di capannone sul terreno di un socio sulla strada che collega Illapel a Santiago, oggi si svolge in una vera fabbrica, inaugurata nel 2016 e punto di riferimento per tutte le attività legate alla raccolta e produzione della noce.

Durante tutti questi anni, Bella è stata in costante collegamento con noi della cooperativa Chico Mendes, organizzando attività e gestendo container da inviare in Italia. Normalmente avremmo visitato la sua fabbrica e i soci produttori della cooperativa Agronuez come tutti gli anni, ma la situazione creata dalla diffusione del Covid 19 non lo ha permesso; continuiamo a comunicare via mail e l’ultima è ricca di notizie che abbiamo deciso di condividere con voi.

Bella ha subito colto l’occasione per raccontarci della vita economica, sociale e politica del Cile, sconvolto nell’ultimo anno da proteste e disordini che hanno portato il governo a concedere un referendum per modificare la costituzione vigente:

“Da ottobre 2019, come già saprete, in questo paese la gente ha iniziato a svegliarsi e a capire che questo nostro “meraviglioso modello di sviluppo economico- sociale e politico” non è poi così meraviglioso come si voleva far credere al resto del mondo; come al solito, è stata favorita solamente una casta, la stessa di sempre, che rappresenta forse il 15% del paese.

I salari bassi, le pensioni pessime e un sistema sanitario caotico, oltre all’assenza totale di protezione ambientale, sono le principali questioni che hanno portato i giovani a scendere in piazza in difesa dell’ambiente e dei loro padri, mettendo questi temi all’ordine del giorno in un’agenda cittadina che non era, e ancora non è, l’agenda del Governo.

A seguito delle proteste e dei maltrattamenti delle forze di polizia verso i manifestanti, ci sono state persone, perlopiù giovani, che hanno perso totalmente o parzialmente la vista, alcuni sono morti e altri, molti, sono stati incarcerati. Una delle soluzioni emerse per poter calmare i disordini causati da queste giuste richieste, è stata quella di proporre un cambiamento della costituzione. Un patto tra partiti politici ha suggellato questo accordo a novembre 2019 e ad aprile avrebbe dovuto realizzarsi il plebiscito, che però, a causa della pandemia di Covid, è stato posticipato ad ottobre 2020.

Si è verificata una votazione storica, visto che alle urne si è presentata una gran parte della popolazione, dimostrando che i giovani non solo desiderano una nuova politica, che includa un’ampia maggioranza popolare, ma anche una nuova costituzione, dove si vuole decidere anche chi debba partecipare a redigerla.

Quest’ultima fase sarà caratterizzata da un importante dibattito, perché secondo l’accordo, saranno i cittadini ad eleggere i costituenti, anche se i candidati saranno postulati dai partiti politici registrati. Riassumendo: si è rinnovata la speranza di avere tempi migliori”.

Bella ha poi affrontato il tema sanitario, legato attualmente a doppio filo con la diffusione del Covid 19:

“La pandemia, a mio giudizio è stata gestita bene, pensavo che sarebbe andata molto peggio, perché nel nostro paese la salute è un settore problematico, in termini di infrastrutture ospedaliere, risorse umane, equipaggiamento e materiali. Quindi considerando tutto questo, non è andata così male. Ora forse ci sarà da valutare cosa succederà con i malati cronici e con i molti che stavano aspettando in lista per le operazioni o le cure speciali, per molti mesi esclusi mentre gli ospedali attendevano solo i malati di Covid e le urgenze.

Attualmente il tasso di positività è basso, ma come il resto del mondo aspettiamo di vedere quello che accadrà nei prossimi mesi; tutti ci auguriamo di non dover affrontare un ritorno di contagi come in Europa.

Economicamente il paese resta complicato: il Covid ha prodotto molti effetti negativi, molte persone hanno perso il lavoro, tanti piccoli negozi e attività hanno dovuto chiudere; il virus ha fatto emergere quelle che a mio parere sono le due maggiori criticità: salute ed economia”.

 

Per quello che riguarda la cooperativa Agronuez e i produttori invece scrive:

“Nonostante i problemi sanitari legati al Covid, durante il 2020 abbiamo venduto tutta la nostra produzione (580 tonnellate) di noci per il 92% esportate e per l’8% vendute nel mercato interno. Del totale esportato, 520 tonnellate sono state vendute in guscio e 6,5 tonnellate sgusciate.

I prezzi inizialmente erano buoni, come nel 2019, però con un miglior valore del dollaro, poi sono scesi significativamente. Abbiamo venduto il 60% della nostra produzione a prezzi buoni e l’altro 40% a prezzi più bassi, ma accettabili.

Stiamo aspettando gli ultimi pagamenti per ultimare quelli destinati ai produttori.

La qualità è stata buona principalmente nei calibri intermedi, a causa della scarsità idrica.

La centrale di impacchettamento ha funzionato al meglio: abbiamo iniziato e concluso la stagione con zero casi di contagio, cosa molto positiva, in quanto proprio durante il periodo in cui abbiamo lavorato, il contagio era massimo nel paese, nella nostra regione e nel nostro comune.

Siamo stati e siamo tuttora molto severi nell’applicare le misure sanitarie preventive nella lavorazione.

La siccità è stata e continua ad essere il nostro fattore critico. Entriamo nel nono anno consecutivo di siccità. Nel 2019 la maggior parte degli agricoltori ha portato a buon fine la produzione, in alcuni settori con una qualità tra regolare e buona e in altri tra regolare e scarsa. Nel 2020 la situazione è stata più critica, ci sono state piogge così scarse che non hanno avuto nessun impatto sulla produzione. Ad ottobre 2019 le riserve nelle dighe erano il doppio di quelle che registriamo adesso e come gruppo di lavoro siamo molto preoccupati della situazione, perché come sapete per i nostri agricoltori le noci sono la loro principale fonte di reddito. Senz’acqua tutte le coltivazioni saranno danneggiate e peggiorerà  anche la situazione economica del mondo contadino.

Nel 2019 si erano portate avanti gestioni per fare in modo che lo stato investisse in pozzi per l’acqua, ma la pandemia ha cambiato le priorità e se a Salamanca hanno avuto un appoggio da parte dell’impresa mineraria Los Pelambres, non è stato lo stesso a Illapel. Quello dell’acqua resta dunque un tema su cui stiamo lavorando come equipe tecnica, sperando di poter portare nuove proposte.

Per quanto riguarda la salute, le famiglie contadine stanno bene, si sono riguardate per fare in modo che il virus no le contagiasse, poichè in molti  casi i soci hanno un’età avanzata e devono proteggersi con cura; ci sono stati alcuni contagiati tra i soci, ma per fortuna nessuno in modo grave.

I tecnici continuano a lavorare prestando i loro servizi in campagna, seguendo strette misure di prevenzione e protezione, non vogliono essere elementi di trasmissione del contagio, ma la vita continua e dobbiamo continuare a lavorare anche in queste condizioni.

Invio un abbraccio e un saluto dal presidente, Don Renan con cui sono in contatto permanente: si è preoccupato molto per tutti e ha visitato molti soci nelle loro parcelle per trasmettere loro energia positiva.

Con la speranza di rivederci presto, un abbraccio a tutti i membri della Coop. Chico Mendes!”.