IL PROGETTO "NOCI DELL’AMAZZONIA"
|
Comunitá San Antonio del Mati
|
Nascita e finalità
Questo progetto nasce nella seconda metà degli anni ottanta, frutto dell’incontro e della collaborazione tra le realtà associative e cooperative emiliane e il Movimento dei Popoli della Foresta, guidati allora dal leader indio Chico Mendes.
Scopo del progetto era trovare una forma di economia sostenibile che permettesse da un lato agli abitanti della foresta di accedere ai diritti minimi di cittadinanza (cibo, salute, istruzione, identità culturale) e dall’altro di difendere l’ambiente naturale e la biodiversità: in questo caso il principale polmone verde del mondo nonchè il regolatore del clima del pianeta.
Le popolazioni amazzoniche stavano in realtà da decenni conducendo isolatamente una difficile battaglia per raggiungere questi obiettivi, ma gli enormi interessi legati allo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, al taglio abusivo del bosco e all’allevamento intensivo del bestiame, avevano nel corso del tempo ridotto la foresta amazzonica, emarginandone gli abitanti.
Chico Mendes organizzò i raccoglitori di caucciù (i seringueiros) impoveriti dal degrado ambientale e dalla concorrenza della gomma sintetica, riuscendo ad unificare le diverse popolazioni amazzoniche in un unico movimento consapevole e coordinato.
Abbandonata per forza di cose l’economia legata al caucciù, la sola strada per loro percorribile era rivolgersi alla raccolta “sostenibile” di altri prodotti naturali della foresta. A metà anni ottanta nascono così le Cooperative Agroestrattive Amazzoniche e i Governi vengono spinti a istituire le Riserve Forestali.
Chico Mendes pagò con la vita questo enorme progresso.

L’aspetto sociale e ambientale
Vi è una pianta nella foresta, la più alta di tutte: la “Castanheira”, conosciuta anche come Noce dell’Amazzonia (Bertholletia Excelsa). La sua chioma arriva fino a sessanta metri d’altezza.
Ogni pianta copre centinaia di metri quadri di foresta, facendo da scudo e protezione alle piante sottostanti e alla vita del bosco.
Una piccola ape che vive nel sottobosco può impollinarne i fiori, ma solo se la foresta è intatta, dato che, non sapendo volare, salta di ramo in ramo. L’Agutì, un grosso roditore, mangia parte dei semi di Noce, sotterrandone alcuni per farne la scorta. Ma è smemorato, e dimenticando molti dei semi sotterrati, contribuisce alla nascita di nuove piante.
L’albero della Noce Amazzonica è dunque una pianta “sociale”: protegge la foresta, ma per continuare a vivere ha bisogno che l’ambiente in cui cresce mantenga le caratteristiche di bosco incontaminato e intatto. Se si taglia o si dirada con gli incendi il bosco amazzonico, la produzione di frutti cessa, e la pianta, a poco a poco, muore.
Il frutto ha la forma di un cocco: all'interno 24 spicchi durissimi contengono ognuno un seme nutriente e gustoso, proteico come la carne di vitello, ricco di vitamine, sali minerali, selenio: oligoelementi preziosi, quasi curativi. Da sempre le popolazioni amazzoniche, che ben la conoscono, difendono la pianta della Noce. Difendendola, difendono tutta la foresta, e difendono se stessi.
La Noce è l’unica risorsa di tutta l’area, l’unica alternativa a deforestazione ed emigrazione. Attraverso il lavoro delle cooperative amazzoniche e la commercializzazione equa ed eco-solidale della Noce, le popolazioni locali riescono a mantenere se stesse contribuendo alla conservazione della più grande foresta del mondo.

I risultati ottenuti
La stessa ONU ha indicato come, a tutt’oggi, l’estrattivismo basato sulla Noce sia una delle poche azioni di protezione dell’ambiente amazzonico realmente funzionante, perchè basata sulla partecipazione responsabile e il coinvolgimento diretto delle popolazioni residenti (www.unrdisd.org).
Oltre mille famiglie, organizzate in tre cooperative, hanno oggi la loro principale fonte di reddito nella esportazione solidale delle Noci dell’Amazzonia. Per la prima volta nella loro vita hanno accesso ad un programa di salute, con visite mediche e ricoveri ospedalieri gratuiti. Sono stati ridotti i casi di Malaria e TBC infantile, ed è stata contenuta sul nascere l’epidemia di Dengue Emorragico, che sta invece mietendo numerose vittime in altre aree del continente.
Una superficie di sessantamila chilometri quadrati, grande quanto la Svizzera, è così tutelata dal disboscamento e dal degrado ambientale, contribuendo alla salvaguardia del clima globale e della biodiversità. In altre parole, centoventi milioni di tonnellate di anidride carbonica eliminate ogni anno dall’atmosfera, un contributo diremmo importante contro l’effetto serra, contenuto nel prodotto che viene proposto dai campesinos amazzonici.

Fasi produttive e tracciabilità
Nel 1993 le Cooperative Amazzoniche riescono a realizzare, con l’appoggio della nostra Associazione e delle organizzazioni del Commercio Equo, la prima esportazione di Noce verso i mercati esteri. Sarà anche il primo prodotto equosolidale presente nella Grande Distribuzione italiana, con immediato successo.
Da allora sono stati compiuti grandi passi in avanti per garantire al consumatore europeo un prodotto di sempre maggior qualità e sicurezza.
Con i nostri tecnici siamo presenti per gran parte dell’anno sul luogo di raccolta, al fine di appoggiare le cooperative amazzoniche nel percorso di crescita ed adeguamento agli standard qualitativi europei.
Con anticipi finanziari sosteniamo la campagna di raccolta, la formazione del personale e i progetti di prevenzione sanitaria per le famiglie dei lavoratori. Inoltre forniamo le risorse per il mantenimento, per ognuna delle tre cooperative, di un tecnico forestale locale a tempo pieno, nonchè la copertura dei costi di certificazione Bio e FLO (FAIRTRADE).
Grande attenzione viene riposta nella prevenzione del rischio aflatossine, contaminazione bio, prevenzione corpi estranei e tracciabilità. Questo si è potuto realizzare grazie alla raccolta puntuale e precoce, alla seccatura già nei magazzini comunitari, ai controlli continui in fase di lavorazione (sgusciatura, tostatura, selezione e imballaggio sotto vuoto). Ormai da alcuni anni solo le Noci del Commercio Equo-Solidale riescono a superare brillantemente tutti i controllli di qualità imposti per l’importazione nella Comunità Europea.
Ora le cooperative amazzoniche hanno potuto ottenere la Certificazione Biologica secondo le norme Ifoam e Iso 65 CE, garantendo così la tracciabilità totale del prodotto e certificando la sua sostenibilità ambientale e sociale.
Tutta la documentazione a proposito della tracciabilità e sicurezza alimentare del prodotto è a disposizione: certificazione Bio, nullaosta sanitari, analisi di laboratorio, nostri audit di ispezione (ben quattro ogni anno, ognuno corredato di documentazione video).
Il prodotto fornito dalle cooperative amazzoniche, grazie al percorso intrapreso e ai controlli su tutte le fasi di lavorazione, è quindi di elevatissima qualità e sicurezza alimentare.

Caratteristiche nutrizionali e valore alimentare
Un aspetto fondamentale di questo straordinario frutto sono le sue caratteristiche nutrizionali e salutistiche.
All’elevato apporto di proteine (17 %), grassi insaturi, vitamine e sali minerali, si aggiunge la presenza dei grassi Omega 6, del Coenzima Q10 e soprattutto del Selenio. Proprio la Noce dell’Amazzonia è il prodotto che in natura presenta la più alta percentuale di Selenio, sotto forma del suo aminoacido essenziale maggiormante assimilabile, la Seleniometionina. Agisce come riparatore cellulare ed è considerato uno dei più efficaci antiossidanti naturali.
Le Noci sono indicate per le donne e gli sportivi grazie all’alto valore energetico e alla presenza di sali minerali nobili (magnesio, calcio, potassio, fosforo), ma anche per le persone con eccesso di peso, in quanto attivatori metabolici e fluidificanti del sangue, grazie all’assenza di colesterolo e alla presenza degli Omega 6. L’azione preventiva dei componenti della Noce è ormai conosciuta dal grande pubblico e il suo valore nutrizionale sempre più apprezzato.
Oltre ad essere consumate direttamente, trovano utile impiego in cucina, nella preparazione di torte e dolci, biscotti, salse e condimenti, ad esempio assieme al basilico, sostituendo altri prodotti come pinoli e noci californiane sgusciate, grazie al gusto delicato ed a un prezzo molto più conveniente.
|
Apertura dei
cocchi nel bosco
|

Commercializzazione
La “filiera corta” di produzione, i controlli di qualità, la sostenibilità ambientale, il valore ecologico-sociale e le ottime caratteristiche nutrizionali, fanno della Noce dell’Amazzonia un prodotto via via più apprezzato dai consumatori europei, oggi sempre più sensibili a questi temi e all’aspetto salutistico dei prodotti.
Le noci, già sgusciate all’origine, sono da noi riconfezionate in atmosfera protetta, e proposte al pubblico in astucci da 250 e 175 grammi.
La confezione in cartoncino finestrato (in quadricromia con pattinatura UV) è progettata per dare evidenza alla qualità del prodotto e fornire informazioni al consumatore sia sulle caratteristiche nutrizionali, sia sul percorso socio-ambientale che sta a monte di questo bene di consumo.
E’ disponibile anche un espositore a terra tipo “pall-box” in cartone da 192 confezioni (misure cm. 40 x 40 x h.95), che promuove fortemente l’immagine sociale ed ecologica insita nel prodotto, consigliato per le grandi superfici di vendita.

|