Nel 2008 la nostra Cooperativa ha introdotto 3 nuovi prodotti in collaborazione con organizzazioni contadine della Bolivia e
Brasile: le Noci di Macadamia, le Noci di Anacardio e le Noci dell'Amazzonia ricoperte di cioccolato fondente
1. CRITERI DI SOSTENIBILITA’
La sostenibilità è un concetto costituito
da 2 pilastri: da una parte la conservazione ecologica,
ossia la conservazione dei boschi, i fiumi, gli ecosistemi
e la biodiversità, dall’altro la equità,
cioè la giusta distribuzione dei benefici delle
attività economiche connesse a questi ecosistemi,
tra regioni, generi e attori. Lo sviluppo sostenibile
pertanto dipende tanto dalla riduzione della distruzione
ecologica, quanto dal miglioramento della qualità della
vita dei più poveri.
La produzione della Noce Amazzonica
non esiste se viene isolata dal
bosco. La raccolta e la apertura
meccanica del frutto garantisce
la riproduzione della pianta e
rispetta la vocazione agroforestale
del Dipartimento del Pando. Si
tratta di un prodotto unico, il
70% della produzione mondiale viene
prodotta in Bolivia, solo il 20%
in Brasile e il 10% in Perù.
Della sua produzione vive più del
60% della popolazione del Pando,
sebbene nelle zone rurali gli abitanti
sopravvivano quasi esclusivamente
con la raccolta e commercializzazione
di questo prodotto.
La Noce Amazzonica è senza dubbio una delle
attività economiche più prospere della
regione, però i guadagni che genera attualmente
non vengono distribuiti in maniera equa e giusta
tra tutti gli attori della catena di produzione,
causando un forte sfruttamento dei contadini estrattivisti
del bosco amazzonico.
Per il FOBOMADE (Foro Boliviano
dell’Ambiente e dello Sviluppo),
le attività economiche vincolate
all’uso sostenibile delle
risorse naturali, come la produzione
della Noce Amazzonica se effettuata
con misure e provvedimenti per
costituire un commercio ecologicamente
sostenibile, dovrebbero venire
promosse dalle politiche pubbliche,
poiché per mezzo di essa
si potrà conservare il bosco
amazzonico, con numerose famiglie
che potrebbero accedere a ingressi
economici o mezzi di vita più degni,
facilitando così la propria
integrazione sociale.
Noce
2. RICOSTRUZIONE STORICA
DEL SISTEMA DELLE BARRACAS
Vaca Diez fondò la prima “barraca” per
lo sfruttamento del caucciù nel 1860, stabilendo
un sistema di relazioni padrone- raccoglitore del
caucciù (siringueiro) all’interno della
stessa. Alcuni rappresentanti delle regioni del Chivè e
PuertoRico hanno esposto attraverso il ricordo di
ciò che è stato vissuto dai propri
padri e nonni, facendo inoltre una comparazione con
la situazione attuale, segnalando che:
Le barracas comprendono un padrone
e varie famiglie di estrattivisti
del caucciù e/o Noce Amazzonica.
Il padrone è il signore
della terra ed indebita il contadino
estrattivista attraverso un sistema
chiamato “habilito”,
cioè credito senza soldi
( in pratica fornisce a credito
ad ogni inizio stagione viveri
a prezzi molto elevati agli estrattivisti,
da pagare poi in seguito durante
la stagione della raccolta dei
prodotti dell’estrattivismo
con i propri prodotti- non c’è quasi
circolazione di denaro-). Il padrone
impone i prezzi sia della Noce
Amazzonica e caucciù, sia
dei viveri e strumenti che fornisce
in forma di credito. Può licenziare
i lavoratori nel momento che più considera
opportuno. Esercita differenti
sistemi di controllo della manodopera,
impedendo qualsiasi minima organizzazione
dei suoi lavoratori, mediante l’introduzione
di controllori di fiducia, favoritismi
e castighi.
Il contadino estrattivista vende
il proprio prodotto attraverso
scambi con viveri ed articoli di
prima necessità. Non maneggia
quasi il denaro. I suoi figli ereditano
i debiti che acquisisce durante
tutta la sua vita. Realizza il
proprio lavoro con l’aiuto
di tutta la famiglia, vendendo
il proprio prodotto ad un basso
prezzo e acquistando gli articoli
che gli vengono consegnati dal
padrone a prezzi molto alti, aumentando
sempre di più i suoi debiti.
Non gode di nessun tipo di sicurezza
nel lavoro, nelle barracas non
esistono né si applicano
leggi.
Dopo la caduta del prezzo del caucciù, hanno
iniziato a costituirsi le comunità contadine “libere”,
alcune delle quali successivamente sono riuscite
a ottenere il riconoscimento giuridico, subito dopo
la promulgazione della Legge di Partecipazione Popolare.
Per questa ragione, attualmente esistono barracas,
comunità contadine libere e anche comunità miste,
con contadini al servizio di piccoli padroni locali.
Il lavoratore contadino, a causa
del suo isolamento e dei vincoli
con il padrone, non riesce ad organizzarsi
e neanche a realizzare riunioni,
per cui non ha né il diritto
né l’opportunità di
protestare o esprimere le proprie
opinioni. Nella barraca non esiste
nessuna forma di democrazia, non
c’è libertà personale
né di espressione. Esiste
un monopolio commerciale con cui
il padrone impone il proprio sistema
di sfruttamento, quasi di schiavitù,
attraverso il sistema dell’ “habilito”.
La mancanza di tempo per dedicarsi
alle attività di sussistenza
e la mancanza di stimoli e informazioni
impediscono e ostacolano lo svilupparsi
di un processo di riflessione interna.
Tra gli aspetti positivi del sistema
delle barracas si è menzionato
una maggior attenzione alla salute,
migliori rifornimenti di viveri
e il garantire una educazione scolastica
di base, però a costo di
compromessi e vincoli di lavoro
per il futuro o di un incremento
dei debiti della famiglia estrattivista
con il padrone per l’utilizzo
dei servizi sopra citati. Tali
aspetti definiscono proprio le
carenze delle comunità libere
attuali, dove però e arrivata
la democrazia, si può produrre
e vendere, esiste una decentramento
amministrativo e c’è libertà,
dove insomma si stanno dando i
primi passi per poter lavorare
in forma organizzata.
In conclusione si è detto
che i padroni delle barracas intensificano
i propri sforzi per ottenere i
maggiori profitti attraverso lo
sfruttamento dei contadini estrattivisti
dell’Amazzonia boliviana.
Lo sfruttamento della Noce Amazzonica
nelle barracas non rappresenta
sicuramente la base per uno sviluppo
sostenibile della Regione, sia
per il tipo di sistema di produzione
che per l’assenza di giustizia
ed equità sociale; pertanto
la barraca non deve essere legittimata
e riconosciuta giuridicamente come
i gruppi di potere locali e nazionali
stanno tentando di fare.
La raccolta con
paniere
e bastone
3. NUOVE REALTA’ PRODUTTIVE
La FSUTCP (Federazione Sindacale Unica dei Lavoratori
Contadini del Pando) ha presentato un interessante
esempio di nuova realtà produttiva, una “Esperienza
di valorizzazione della Noce Amazzonica per mezzo
della commercializzazione diretta”, che
ha interessato 5 comunità libere nel primo
anno dell’esperienza (2001) e 10 comunità nel
2002.
Per permettere di poter operare
una comparazione dei prezzi nelle
diverse fasi della catena produttiva
della Noce Amazzonica, è necessario
spiegare che un sacco di noci di
69 Kg ( denominato barrica in Pando,
origina dopo la trasformazione
industriale approssimativamente
una cassa da 20 Kg di Noci Amazzoniche
di prima qualità per la
esportazione.
Inoltre sono anche state spiegate
le varie tappe del processo di
trasformazione della Noce Amazzonica,
che include un processo di pre-essiccamento,
sgusciatura manuale, prima selezione
di qualità, disidratazione,
selezione definitiva di qualità,
imballaggio per l’esportazione.
Questo è lo schema presentato dalla FSUTCP
riguardante la catena produttiva della Noce Amazzonica,
con la esportazione in Italia:
Le 5 comunità estrattiviste che hanno partecipato
alla esperienza della campagna 2001, hanno raccolto
la Noce Amazzonica dalle proprie particelle di foresta,
la hanno trasportata a Riberalta, dove, dopo un previo
accordo con la Cooperativa Agricola CAIC, questa
impresa si è incaricata del processo di trasformazione
industriale e trasporto fino al porto cileno di Arica,
da dove il container di Noci Amazzoniche è stato
inviato alla Cooperativa Commercio Alternativo di
Ferrara in Italia , che ha provveduto a trasportarle
nei suoi magazzini e a ridistribuirle in pacchetti
da 250 gr. per la sua successiva vendita nei supermercati.
E’ stata diffusa la informazione
riguardo i costi di ognuna delle
fasi del processo di commercializzazione,
così come del pagamento
effettuato, riuscendo ad ottenere,
dopo un periodo di attesa di 10
mesi dalla consegna del prodotto,
un guadagno netto di 204 Bs. per
sacco di Noci con guscio consegnate,
in stridente contrasto con i 75
Bs. che venivano pagati nella raccolta
2001-2002 da parte dell’intermediario
locale (cambio 1 us$= 7 Bs).
La esperienza mostrò che
il guadagno ottenuto da parte dei
produttori estrattivisti, la Cooperativa
CAIC e Commercio Alternativo, ossia
i 3 attori della catena produttiva,
risulta sufficientemente equilibrato,
secondo la ottica richiesta nel
commercio equo e solidale.
In conclusione, la proposta presentata
dalla FSUTCP è un esempio
della tanto auspicata autogestione
contadina in Bolivia, presentata
e incentivata dalla CIOEC ( Comitato
di Integrazione delle Organizzazioni
Economiche Contadine).
Le basi di questa proposta sono la autonomia, l’autogestione
e la economia solidale, dove la persona è la
base più importante. Promuove una giusta ripartizione
del capitale originato dai guadagni, è retto
da una profonda democrazia interna e ha una attenzione
marcata più per il servizio che per il lucro
fine a se stesso. Tutta la proposta si basa su di
un processo di decisione democratico, in cui gli
eccedenti generati dai lavoratori contadini vengono
distribuiti da loro stessi attraverso di una gestione
propria e autonoma.
Apertura dei
cocchi nel
bosco
4. LA NOCE AMAZZONICA
E I NUOVI MERCATI: COMMERCIO
EQUO E SOLIDALE
Vengono presentate le Basi, la Filosofia e i Principi
del Commercio Equo e Solidale, con un approccio alternativo
rispetto al commercio convenzionale, che ha la finalità di
promuovere la giustizia sociale ed economica, lo
sviluppo sostenibile, il rispetto nei riguardi delle
persone e dell’ambiente per mezzo del commercio,
la educazione e la azione sociale.
I principi etici su cui si basa
sono la solidarietà ed equità,
per cui solo imprese , cooperative
o associazioni di base contadine
possono accedervi; i suoi pilastri
sono il lavoro, la giustizia l’ambiente
e l’autosviluppo.
Attualmente esiste uno spazio
per introdurre prodotti a questo
mercato, però si devono
compiere requisiti molto restrittivi,
sia sulla qualità che soprattutto
sull’aspetto sociale, con
l’introduzione nella catena
produttiva di relazioni di collaborazione,
di prezzi che permettano una vita
più dignitosa al produttore,
informazione e trasparenza, oltre
che di ricerche di mercati interni
per evitare la dipendenza dal mercato
esterno, per esempio attraverso
iniziative come la introduzione
del prodotto in programmi alimentari
nazionali e internazionali.
5.
ANALISI DELL'ESPORTAZIONE
DELLA NOCE AMAZZONICA DELLA BOLIVIA
NEL PERIODO 1995-2002
Il Segretario Esecutivo della FSUTCP presentò l’Analisi
delle Esportazioni della Noce Amazzonica della Bolivia
nel periodo tra il 1995 e il 2002. Ricordò che
i contadini normalmente vengono esclusi dalle negoziazioni
per fissare il prezzo di acquisto locale della Noce
Amazzonica da parte degli intermediari e padroni
delle barracas, in base al pretesto che il prezzo
internazionale è in costante ribasso, per
cui, sulla base di tale informazione, decidono arbitrariamente
il prezzo di acquisto del prodotto.
Con i dati presentati si è dimostrato invece
che, negli anni compresi tra il 1995 e il 2002, il
prezzo internazionale è oscillato dentro un
intervallo del 20%, mentre il volume di esportazione è aumentato
di 5 volte e il fatturato è cresciuto di 7
volte, dimostrando una tendenza alla crescita complessiva
dei prezzi.
Parallelamente però, il prezzo ricevuto dai
contadini estrattivisti del Pando ha evidenziato
una tendenza decrescente, raggiungendo il minimo
nell’anno 2002, anno in cui i contadini estrattivisti
hanno ricevuto 6,37 us$/ sacco, con una sproporzione
di 10 volte rispetto al prezzo ricevuto dalle imprese
per le vendite all’estero.
Con tale analisi, risulta evidente
che la FSUTCP ha l’obbligo
di partecipare nelle negoziazioni
riguardanti il prezzo delle Noci
Amazzoniche prima dell’inizio
di ogni stagione di raccolta, cosa
che è ora l’obiettivo
prioritario della organizzazione
sindacale contadina del Pando.
• Si evidenzia che i prezzi pagati ai contadini non
seguono il normale andamento del mercato, per la
esistenza di un monopolio da parte di poche imprese
che fissano il prezzo in maniera arbitraria tra loro.
La FSUTCP viene esclusa da tali negoziazioni.
• La ampia differenza tra il prezzo
che riceve il contadino estrattivista
della Noce Amazzonica e il prezzo
che ricevono le imprese non si
può giustificare con il
costo del processo di trasformazione
e trasporto, perché questi
costi non superano i 14-15 dollari
per sacco o cassa di esportazione.
• Nella gestione 2002, inoltre,
i prezzi sono stati influenzati
da un decreto di sussidio alla
produzione della Noce Amazzonica,
cosa proibita nel mercato internazionale
con castighi che arrivano fino
alla esclusione dalle esportazioni
del paese. Questo decreto è stato
mascherato con il sistema della
PERZAFRA( Piano di Lavoro Rurale),
peggiorando ancora di più la
già critica situazione del
contadino estrattivista, obbligandolo
a lavorare in opere di miglioramento
delle barracas in cambio del pagamento
del saldo dell’intero valore
locale del proprio prodotto.
La esperienza della commercializzazione
diretta attraverso i nuovi mercati
del Commercio Equo e Solidale,
ai quali è stato possibile
accedere in associazione con la
Cooperativa CAIC, dimostrò come,
attraverso lo scavalcamento degli
intermediari locali e padroni delle
barracas, i contadini estrattivisti
hanno potuto incrementare i propri
guadagni di 2,5 volte per il 2001
e di 4,4 volte nel 2002.
La commercializzazione diretta
, nel secondo anno (2002), ha interessato
10 comunità e si prevede
che per il 2003 raggiungano il
numero di 20; è stata fatta
notare inoltre la importanza che
ricopre la informazione e riflessione
dei rappresentanti al Seminario
nelle proprie comunità,
orientandole verso esperienze di
autogestione di questo tipo e verso
una alternativa produttiva.
La noci passano dal cocco
alla cesta
6. TRAIETTORIA DELLA
LEGISLAZIONE RELATIVA ALLA CONSOLIDAZIONE
DELLE BARRACAS NELLA REGIONE
AMAZZONICA La terra è lo spazio
geografico, culturale, storico dove
si coltiva, si lavora, si sviluppano
tutte le attività quotidiane.
Secondo CEJIS ( Centro di Studi
Giuridici e di Investigazione Sociale),
il Pando è un Dipartimento
considerato a livello nazionale
come la culla o la capitale del
latifondo, dove poche persone hanno
accumulato storicamente grandissime
quantità di terra. Questi
sono le premesse e le basi che
hanno causato in tempi recentissimi
una serie di mobilitazioni, a partire
dalla promulgazione di veri decreti
Governativi che miravano a rafforzare, ratificare
e spalleggiare la struttura feudale del latifondo
(la “barraca”), la iniquità nella
distribuzione della terra e la eliminazione delle
comunità contadine estrattiviste libere.
In tale contesto la Federazione
Sindacale Contadina del Pando si
affaccia nell’ambito nazionale,
come una forza sociale emergente,
come un attore sociale nella Amazzonia
che non era mai apparso prima,
con la organizzazione di manifestazioni
di protesta (nel 2000) contro tale
legislazione sfacciatamente di
parte.
In relazione ad alcuni aspetti
giuridici del decreto “pro-barracas” (1999),
si deve segnalare che quando le
comunità estrattiviste e
la FSUTCP iniziarono a manifestarne
il loro netto rifiuto, le istituzioni
dello Stato adducevano al fatto
che tali attori sociali non lo
avevano capito; in realtà,
le organizzazioni contadine compresero
esattamente la realtà che
si sarebbe prefigurata con la attuazione
del decreto, per cui , rivendicando
i propri diritti alla terra, chiesero
l’annullamento dello stesso.
Il decreto pretendeva consegnare
e legittimare giuridicamente 3,5
milioni di Ettari di terra per
240 padroni di barracas e proprietari
terrieri privati. Circa 500 comunità contadine
sarebbero state inglobate all’interno
delle barracas, il che avrebbe
significato scomparire come comunità libera
o continuare come comunità mista
regolata da una relazione di servitù nei
riguardi del padrone. Tutto ciò era
profondamente ingiusto da tutti
i punti di vista.
Tale decreto si inseriva al di
sopra della legge di Riforma Agraria
(Legge INRA), che dal 1996 stabilisce
e regola i meccanismi per la regolarizzazione
del diritto proprietario sulla
terra. Con tale normativa si eliminava
la misurazione della Funzione Economica
Sociale per le barracas, si riconoscevano
estese superfici di terra per i
padroni delle barracas, continuando
con la politica del latifondo.
Giuridicamente un decreto non
può valere di più di
una legge (legge INRA), e meno
ancora della Costituzione Politica
dello Stato Boliviano, perché questa è la
struttura di un paese e di una
società democratica. Le
comunità estrattiviste fecero
in modo di far rispettare la legge,
facendo prevalere il processo di
legalizzazione delle terre rispetto
alla conversione delle barracas
in concessioni forestali che di
fatto le avrebbe legittimate giuridicamente.
Inoltre tale decreto non è stato
consultato previamente con le basi
sociali e va decisamente contro
quanto stabilito nella legge di
Riforma Agraria, ossia che le comunità hanno
la preferenza nella dotazione della
terra.
Inoltre, la interpretazione dei
padroni delle barracas che si consideravano
gli utilizzatori tradizionali,
lascia intendere quale considerazione
essi avessero dei veri lavoratori
del bosco, gli estrattivisti che
lavoravano per loro, che si situavano
in una posizione di molto inferiore.
La moltiplicazione dei conflitti fu una delle prime
conseguenze prevedibili, poiché i requisiti
da presentare erano documenti ottenuti illegalmente
dagli uffici statali, a cui i padroni delle barracas
stavano rapidamente accedendo, generando sovrapposizioni
di diritto alla terra tra barracas, inglobando al
suo interno comunità contadine o sovrapponendosi
ad esse. Tutto ciò accadeva mentre era (ed è)
vigente la Legge INRA, che dice che la regolarizzazione
del diritto di proprietà ha come obiettivo
primario la eliminazione del latifondo.
Il decreto oltretutto minacciava
i Territori Comunitari d’Origine,
eliminando la possibilità di
nuove domande di dotazione di terra
o di compensazioni per terre insufficienti.
In realtà si trattava di
legittimare il regime di servitù escludente
e sfruttatrice dei contadini e
indigeni estrattivisti, poiché si
pretendeva di convertirli in manodopera
economica e senza salario, cosa
che è diametralmente opposta
a ciò che si può riuscire
ad ottenere con la legalizzazione
delle terre attraverso il consolidamento
di uno spazio territoriale con
risorse naturali da gestire in
maniera comunitaria o in associazioni
volontarie.
Con la marcia Indigena-Contadina
del Luglio 2000, si riesce ad ottenere
un cambio sostanziale nell’attuazione
della FSUTCP; fino ad allora i
funzionari pubblici dicevano che “dove
inizia il Pando, finisce la Legge”.
Però, con la conclusione
della 3° marcia , la FSUTCP
ottiene, anche se con molto ritardo,
l’inizio del processo di
legalizzazione delle terre in Pando.
Tuttavia, il settore dei padroni
delle barracas non ha desistito
dai suoi intenti di sostenere il
decreto pro-barracas, con differenti
forme e versioni giuridiche ma
con la stessa sostanza, con l’obiettivo
di mantenere in piedi la storia
di sfruttamento e schiavitù del
passato, evitando così che
le comunità estrattiviste
dell’Amazzonia Boliviana
assumano la direzione dello sviluppo
sociale e della libertà.
Il Pando è dotato di una
immensa ricchezza naturale, che
nella misura in cui si consolidi
a favore delle comunità può generare
una grande diversità di
attività economiche ecologicamente
sostenibili, secondo i ritmi e
le riflessioni delle organizzazioni
contadine.
Capeb, selezione manuale
delle noci
7. RIFLESSIONI E CONCLUSIONI
Il Seminario “Economia della Noce Amazzonica” è stato
affrontato sotto due punti di vista: l’economico-sociale
e gli aspetti legati alla proprietà della
terra; sono state evidenziate:
• Da una parte i tentativi ripetuti
e camuffati dei latifondisti e
padroni di barracas della regione
di appropriarsi delle terre e risorse
naturali del Pando, a svantaggio
dei contadini e indigeni estrattivisti
e delle lotte sociali intraprese
dalle Federazioni Sindacali Contadine
contro la ingiustizia storica di
voler ciclicamente riattivare un
sistema obsoleto, crudele e irrazionale
come il sistema feudale delle barracas.
• Dall’altra parte le esperienze
proficue della commercializzazione
autogestita di alcune comunità estrattiviste
in associazione con la Cooperativa
CAIC, oltre che attività similari
di altre organizzazioni produttive
contadine (CIOEC), che dimostrano
come gli estrattivisti del Pando
pensano di contribuire allo sviluppo
sociale, economico e produttivo
della Regione dove vivono.
La esperienza presentata porta
alle seguenti conclusioni:
• Quando le organizzazioni
di base (produttive, sindacali)
si uniscono e compiono sforzi comuni
per difendere i suoi diritti in
maniera organizzata, ottengono
il risultato sperato. In tale modo
sono riusciti a far annullare il
Decreto 25532 e altri punti di
negoziazione durante la 3° marcia
Indigena-Contadina per la Terra
e il Territorio.
• Alcuni settori imprenditoriali
e gruppi di potere legati alla
terra cercano di provocare il collasso
del processo di Riforma Agraria,
in contrapposizione alla risoluzione
dei conflitti legati alla terra,
in base alle norme e alla legislazione
vigente.
• Organizzati come in occasione
delle lotte sociali per la terra,
alcune comunità del Pando,
in associazione con la Cooperativa
contadina CAIC di Riberalta, sono
riusciti a commercializzare la
Noce Amazzonica nel mercato del
Commercio Equo e Solidale, ottenendo
guadagni molto maggiori rispetto
a quelli del mercato tradizionale
locale, dominato dagli intermediari
di commercio.
• La organizzazione è il
fattore chiave per un progressivo
sviluppo delle comunità contadine
estrattiviste e per il miglioramento
dei livelli di vita dei più svantaggiati.
Pertanto, tutti gli sforzi che
si compiono alla ricerca del miglioramento
delle capacità organizzative
(in termini sociali, sindacali
ed economici) delle basi contadine,
rappresenta un progresso e un passo
avanti verso la sostenibilità ecologica
e il miglioramento della qualità della
loro vita.
• La FSUTCP ha dimostrato
che inizia a possedere una coscienza
di classe, oltre che non ha più bisogno
di un padrone e di politici che
lo controlli e lo sfrutti; inoltre
ha presentato una chiara alternativa
riguardo alla sua strategia di
sviluppo sociale e produttivo sostenibile,
basata sui seguenti elementi:
- Autogestione contadina
- Protezione e conservazione della natura per permettere
le continuità della raccolta dei prodotti
non legnosi, unitamente ad una agricoltura familiare
sostenibile
- Coscienza di disporre di un prodotto unico e di
qualità, come la Noce Amazzonica, con la possibilità di
accedere a mercati solidali e organici, per una migliore
valorizzazione del prodotto stesso rispetto alle
condizioni locali.
La Federazione Sindacale dei Contadini
Estrattivisti, inoltre, ha assunto
il compito di creare la base per:
• Negoziare con gli impresari un prezzo minimo
per il sacco di Noce Amazzonica all’inizio di
ogni stagione di raccolta
• Valorizzare la propria produzione nei mercati
e negoziare soluzioni per la vendita e la industrializzazione
della Noce Amazzonica
• Elaborare e negoziare con le autorità politiche
agricole e forestali per il Dipartimento, che favoriscano
i settori più svantaggiati
• Elaborare e negoziare politiche sociali, educative
e di salute appropriate, in favore dei settori che
più ne hanno bisogno nel contesto sociale
• Riuscire ad accedere a crediti alla produzione
e servizi bancari appropriati alle condizioni socioeconomiche
del Pando
• Contare con rappresentanti nelle principali
istanze della amministrazione municipale, dipartimentale
e nazionale
A loro volta, le autorità amministrative
e legislative hanno l’obbligo
di elaborare politiche pubbliche
adeguate ai popoli della Amazzonia,
secondo le richieste formulate
dai suoi abitanti in funzione della
salvaguardia della diversità ecologica
della Regione Amazzonica.
In conclusione, bisogna promuovere
le condizioni che permettano ai
reali attori del settore produttivo
della Noce Amazzonica, cioè i
contadini estrattivisti, di essere
il vero motore della economia e
della sostenibilità ecologica
e sociale della Regione estrattivista
e dei suoi abitanti.