L'area delle Riserve dove operano
le Cooperative Agroestrattiviste
arriverà tra poco a coprire 1 milione
di ha. di foresta. Sono migliaia
le famiglie associate nel progetto,
organizzate in tre cooperative.
Praticano un'agricoltura
di autoconsumo, evitando di saccheggiare
le risorse naturali con la caccia
e la pesca incontrollate. Rifiutano
di vedere le loro terre trasformate
in latifondi: si inaridirebbero
ben presto, a causa del clima
e della qualità del suolo.
Organizzano scuole di base e
programmi di salute autogestiti.
La raccolta e la vendita delle
Noci è per loro l’unica
fonte esterna di reddito. L’unica
risorsa che gli permetta di accedere
ai beni essenziali: medicine, scuole,
formazione di base, contatti con
l'esterno, acquisto diretto collettivo
dei generi alimentari, libero scambio
dei loro prodotti. Cioè accedere
ai diritti fondamentali di cittadinanza.
Ogni famiglia agroestrattivista,
oltre alla parte comunitaria, ha
assegnata una parcella di foresta,
in media 500 ettari, della quale
deve prendersi cura, ricavandone
nel frattempo di che vivere.
Ogni ettaro di foresta riesce
a fissare venti tonnellate di
anidride carbonica all’anno.
Quindi ogni famiglia seringueira,
preservando il bosco, contribuisce
ad eliminare 10.000 tonnellate
di CO2 all’anno dall’atmosfera.
Ma non riceve alcun compenso per
questo. |